Mondiali Rotariani di Ciclismo

Il Progetto Zero Vittime sulla Strada nasce nel corso del 2020, in piena pandemia Covid, dalla convinzione di Jean Claude Pinto, Socio del Rotary Club Milano Arco della Pace, che il Rotary possa “fare qualcosa” per ridurre la strage che ogni anno porta alla morte di oltre 3.000 persone, precisamente 3.173 nel 2019 come testimoniato dalle statistiche ISTAT, che valutano in circa 17 miliardi di Euro il costo sociale degli incidenti stradali.

Jean Claude, ciclista fin dall’adolescenza e VicePresidente della Fellowship Cycling-to-Serve, ne ottiene immediatamente il supporto. In data 15 Dicembre 2020, nel corso di una sessione zoom alla quale partecipano 8 Governatori, alcuni PDG, Governatori Nominati ed oltre un centinaio di Soci di numerosi Club Italiani, si arriva al “lancio” ufficiale del Progetto il cui Obiettivo Strategico è “Fare quanto in nostro potere come Rotariani per raggiungere in tempi ragionevoli l’obiettivo ideale delle Zero Vittime sulla Strada, ovvero migliorare la sicurezza stradale”.

E che si possa fare è testimoniato di nuovo dalle statistiche, questa volta Europee, che dimostrano che nei Paesi Nordici, in Gran Bretagna ma anche in Spagna, il tasso di mortalità per milione di abitanti è notevolmente inferiore a quello Italiano. Per l’Italia 55 morti per milione di abitanti rispetto ai 28 della Gran Bretagna.

Quali sono le motivazioni per l’attuale situazione nel nostro Paese?

Principalmente le cause dipendono da:

  • Problematiche di carattere strutturale quali scarsa qualità delle infrastrutture, pessime condizioni delle strade, segnaletica non adeguata, mancato aggiornamento del Codice della Strada, mancanza di piste ciclabili.
  • Fattori umani quali condizioni psicofisiche del guidatore (uso di farmaci, droghe, alcol principalmente), comportamenti non corretti, uso del cellulare alla guida del mezzo, aggressività e soprattutto mancanza di RISPETTO reciproco tra gli utenti della strada.

La perdita di un familiare ha conseguenze devastanti dal punto di vista psicologico, e pesanti implicazioni economiche e legali. Il tutto senza considerare che molte vittime di incidenti stradali rimangono amputate o invalide a vita (paraplegici o tetraplegici).

Cosa possono fare i Rotariani?

Molto, a cominciare dal sensibilizzare i soci dei club, e instaurare contatti e sviluppando sinergie con la cosiddetta Società Civile.

Il tema della sicurezza stradale, infatti, diversamente dal femminicidio o dalla sicurezza sul lavoro, è totalmente trascurato e considerato come una “fatalità” oppure un costo accettabile per poter avere mobilità con uno qualsiasi dei mezzi disponibili, siano essi monopattini, biciclette, moto, automobili, autocarri.  

Eppure, diversamente dal femminicidio e dalla sicurezza sul lavoro, la sicurezza stradale dipende fortemente da ciascuno di noi, ma ne abbiamo poca contezza e il tema diventa di nostro interesse, nella maggior parte dei casi, solamente quando tocca familiari o amici prossimi.

In questi mesi numerose sono state le occasioni per dibattere il tema nei Club di quasi tutti i Distretti italiani. Alcuni di questi Club, a valle delle relazioni tenute nel corso delle conviviali, hanno deciso di avviare azioni specifiche: chi effettuando incontri con ragazzi prossimi ai 18 anni (caso del R.C. Ischia Isola Verde), chi realizzando Parchi Scuola Guida Itineranti per bambini (caso di alcuni R.C. romani tra i quali il R.C. Roma Giulio Cesare), chi facendo apporre segnaletica stradale a favore dei ciclisti in numerosi Comuni: tra questi citiamo Caltagirone, e Ginosa-Laterza, Ladispoli, Lavagna, a testimonianza della pervasività del Progetto sul territorio nazionale.   

Spesso queste azioni sono state portate avanti con la collaborazione e/o patrocinio delle Istituzioni Locali. Come la Polizia Locale di Milano che si è resa disponibile a farsi affiancare da psicologi e formatori rotariani durante gli incontri con i giovani, come quelli effettuati con ragazzi dei Club InterAct Lombardi e Toscani.

Da non dimenticare la collaborazione con altre Associazioni.
Tra queste alcune di famigliari di vittime, in particolare l’Associazione Gabriele Borgogni, ma anche associazioni quali l’AIMANC – Ass. Italiana Magistrati Avvocati Notai Ciclisti, insieme alla quale sono stati organizzati una serie di convegni con l’Ordine degli Avvocati. A Milano lo scorso 1 luglio 2022, a Firenze il 29 settembre 2022, a Cagliari il 15 aprile 2023, a Verona il 21 aprile. Altri in programma nei prossimi mesi a Genova e Rieti. In tutti gli eventi è previsto un intervento sul ruolo e l’impegno del Rotary sulla sicurezza stradale.

Nasce proprio dalla sinergia tra le varie associazioni il pressing sulle Autorità nazionali per la creazione di un focus sulla sicurezza stradale e la messa a punto di azioni concrete nel breve periodo. Promossi incontri con parlamentari firmatari di iniziative di Disegni di Legge in materia di tutela della Sicurezza dei Ciclisti.

In ultimo, proprio per incrementare la pervasività del messaggio, specie con i ragazzi in età scolare, è in fase di “porting” su piattaforma digitale tutta una serie di contenuti formativi/educativi che saranno fruibili a partire dal prossimo anno scolare per centinaia di scuole di tutto il territorio nazionale e quindi a decine di migliaia di ragazzi.

Per maggiori approfondimenti sulle varie iniziative si rinvia alla pagina Facebook “Rotary Zero Vittime sulla Strada”.

#zerovittimesullastrada